Mentre si scava a mani nude per salvare le vite intrappolate sotto le macerie in Myanmar, la giunta militare golpista al governo di quel Paese ha effettuato una serie di bombardamenti nel sud del suo Paese. Il comandante militare Min Aung Hlaing ha continuato a colpire il suo popolo perfino i villaggi vicini all’epicentro, nella regione del Sagaing. In questo triste e tragico quadro sono invece in arrivo gli aiuti dalla Cina, India, Russia, Unione Europea e Nazioni Unite. La Cina ha stanziato già la cifra di 100 milioni di yuan (oltre 10 milioni di €) e inviato un team di soccorritori di 82 persone. Il ministro degli esteri indiano Subrahmanyam Jaishankar ha detto che un aereo da trasporto militare C-130 è stato inviato con kit igienici, coperte, pacchi di cibo e altri beni essenziali. Il ministero degli esteri della Corea del Sud ha dichiarato che invierà 2 milioni di dollari in assistenza umanitaria “per supportare gli urgenti sforzi di soccorso e soccorso” dopo il terremoto. L’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato di aver mobilitato il suo hub logistico a Dubai per preparare le scorte per i traumi dopo il terremoto e di aver attivato la sua risposta di gestione delle emergenze. Il ministero russo che si occupa delle emergenze invece ha fatto partire due aerei con 120 soccorritori, medicinali, rifornimenti e cani per cercare i dispersi. L’ONU ha appena stanziato 5 milioni di dollari.
Da Giorgia Meloni arriva invece la consueta miserabile solidarietà social non riuscendo minimamente a tradurre l’auspicio del Presidente Mattarella di facilitare con ogni strumento possibile l’afflusso degli aiuti di emergenza, a sostegno delle squadre di soccorso e dei bisogni della popolazioni colpite dal tremendo sisma. Infine Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha, senza mostrare alcun segno di vergogna, promesso ipocritamente di intervenire, nonostante abbia recentemente smantellato l’USAID, ovvero l’agenzia federale che fornisce aiuti umanitari e assistenza per lo sviluppo in decine di paesi in tutto il mondo.
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Ormai siamo oltre la linea rossa della vergogna universale!